L’omnicanalità nei negozi del futuro

Più connessi, più intelligenti, più integrati e più attrattivi. Così i consumatori vorrebbero i negozi del futuro. Tema principale: la tecnologia. Ormai il consumatore per acquistare non ha più bisogno solo di taglie perfette e prezzi scontati, ma ha bisogno di vivere una vera e propria esperienza di acquisto: scoprire il brand, sentirsi coccolato e ricevere informazioni… tante informazioni.

 

Il tutto deve essere reperibile sia online che offline offrendo continuità e personalizzazione…tutto deve essere omnicanale (in Italia è omnicanale il 60% della popolazione, secondo gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano).

 

In questo senso anche i negozi fisici necessitano di qualche “restyling” non grafico ma tecnologico e funzionale. A raccontarlo una recentissima ricerca intitolata “Redesigning Retail: qual è il futuro del retail fisico?” condotta dagli analisti di Morar Consulting 2017.

 

Le tecnologie da usare nel negozio del futuro sono molte, visibili e invisibili e distribuite dentro e fuori gli store come ad esempio:

 

– Virtual shelve
– Touchscreen
– Digital signage (magic mirror)
– Digital assistant
– Mobile payment
– NFC
– Rfid
– iBeacon

 

Sono tutte soluzioni tecnologiche e di strategia legate alla IoT, capaci di portare dentro e fuori dal negozio smart un’intelligenza di servizio che parte dalla gestione delle informazioni e che si rivela essere un servizio essenziale per i venditori e per i consumatori.

 

I negozi interagiscono con i clienti

 

Il punto di partenza di una buona strategia distributiva, è la capacità di gestire la customer journey di un visitarore/cliente con una consapevolezza nuova, ovvero che nell’era omnicanale il prodotto, il brand e il punto vendita sono informazioni e producono informazioni.

 

Scopriamo ora con l’aiuto di alcuni dati della ricerca “Redesigning Retail: qual è il futuro del retail fisico?” di definire le linee guida del negozio del futuro:

 

  • Più velocità di pagamento

 

il 31% dei clienti abbandona il punto vendita a causa delle file troppo lunghe. Il 33% vorrebbe dei ticket virtuali per evitare di dover restare fermi in coda, mentre il 26% preferirebbe delle app scan and shop in grado di aggiungere in automatico gli articoli nel carrello mentre ci si sposta liberamente all’interno dello store.

 

  • Maggiori informazioni

 

I consumatori in negozio si aspettano informazioni sempre più multicanale disponibili direttamente sugli scaffali: il 65%, infatti, vorrebbe delle etichette elettroniche o dei codici QR che garantissero maggiore trasparenza tra prezzi online e offline, nonché una maggiore visibilità della merce in tempo reale.

 

  • Più competenza

 

Il 25% dei consumatori italiani esige personale più qualificato e competente capace di offrire servizi in-store sulla falsa riga dell’e-commerce come, ad esempio, l’accesso a recensioni online e la possibilità di effettuare controlli della merce in tempo reale tramite tablet o etichette smart.

 

  • Più experience e brand engagement

 

I consumatori considerano il punto vendita anche come un veicolo di brand engagement. Quasi la metà (43%) sfrutta il punto vendita fisico per familiarizzare con un marchio, (anche se poi può procedere all’acquisto anche tramite un canale diverso). I negozi del futuro diventeranno sempre più touch point strategici della relazione e del business.

 

  • Maggiore personalizzazione dell’offerta

 

Il 46% vorrebbe degli sconti personalizzati alla cassa, mentre un 17% visiterebbe un punto vendita con maggiore frequenza se gli si venissero offerti incentivi esclusivi, come ad esempio l’accesso in anteprima ad una collezione o al lancio di un prodotto.

 

Il Retail 4.0 punta quindi alla massima personalizzazione dei processi di vendita fino a farli diventare servizi su misura, rendendo la distribuzione integrata, capillare ed intelligente. Il negozio, insomma, cambia pelle e deve poter fornire in maniera veloce ciò di cui il cliente ha più bisogno.

 

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