IBM STUDIOS, L’INNOVAZIONE APRE LE PORTE ALL’ITALIA

L’ambizione come motore di crescita

L’ambizione di lasciare una traccia, di avere un peso importante nella storia a volte può trasformarsi in deliri di onnipotenza, di smania sfrenata per il potere senza alcun reale riscontro con la realtà. In alcuni casi, però, la consapevolezza di avere una grande responsabilità nei confronti del periodo storico in cui si vive è l’unico modo per far partire grandi idee e dare impulso a quella famosa innovazione di cui tanto ci sarebbe bisogno, in special modo nel nostro Paese.

 

 

In questo senso, essere un’azienda come IBM comporta assumersi la responsabilità di giocare un ruolo cruciale nello sviluppo di una società aperta e dinamica, dove la tecnologia diventi parte e motore primario del progresso di un Paese. È ormai evidente che la crescita di un’azienda non può e non deve prescindere dall’ambiente in cui opera. Non è così un caso che IBM abbia deciso di aprire proprio in un luogo simbolico come Piazza Gae Aulenti a Milano,  una struttura dalla forte valenza iconica: gli IBM Studios, presentati ufficialmente lo scorso 18 febbraio.

 

 

Il nome Studios è stato scelto anche per la sua radice etimologica, nel senso di “aspirare a fare qualcosa” (studium in latino significa letteralmente applicazione verso qualcosa, zelo, passione): l’obiettivo principale degli IBM Studios è infatti quello di aprire la porte alla conoscenza della tecnologia a innovatori, privati, partner, giovani e in generale chiunque desideri avere un ruolo da protagonista nel cambiamento di cui il Paese ha bisogno. Per farlo occorre stare in mezzo alla gente: come dice Enrico Cereda, presidente e AD IBM Italia, “vogliamo far toccare con mano cos’è la tecnologia. L’innovazione si fa insieme, non più in un garage”.
Diretti da Luca Altieri, direttore marketing & comunicazione IBM, e pensati per essere aperti e facilmente accessibili, gli IBM Studios sono pensati per accompagnare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale: le piccole e medie imprese, ma anche le grandi e l’intero sistema Paese. Un luogo fisico dove poter sperimentare in maniera diretta con aziende, clienti e partner l’utilizzo di tecnologie esponenziali, quali Cloud Computing, Blockchain, IoT, Intelligenza Artificiale.

 

 

Un luogo fisico dove sperimentare e toccare con mano le diverse soluzioni, attraverso video-wall, experience room di realtà virtuale ed aumentata, demo-wall con consulenti a disposizione dei clienti per aiutarli a trasformare esigenze e idee in progetti concreti. Secondo le parole dello stesso Luca Altieri,  un modo rivoluzionario per avvicinare aziende e singoli individui a comprendere “le potenzialità delle nuove tecnologie, di come questo stia cambiando il nostro modo di vivere e, per le aziende in particolare, il loro modo di fare business e restare competitivi sul mercato”.

 

 

IBM Studios: tre aree strategiche

Con un investimento di 40 milioni in nove anni, IBM fa suoi i quattromila metri quadri di spazio, distribuiti su tre piani dell’ex Unicredit Pavilion. E lo fa strategicamente per dislocare tre aree precise del suo core-innovativo: IBM Cloud Garage, Strategy & Design Lab, IBM Client Center

 

 

  • IBM Cloud Garage viene pensato come un centro di sperimentazione per lo sviluppo di applicazioni in cloud e – al tempo stesso – una metodologia che combina approcci innovativi come Design Thinking e Agile. Parte di una rete di hub fisici aperti in tutto il mondo, il Garage stimola le aziende, di ogni tipo e settore, a dare corpo all’innovazione. Da un lato favorendo la collaborazione tra product manager, architetti software e professionisti, dall’altro sviluppando strategie e prototipi su modelli pubblici e ibridi di cloud che mettono a disposizione il potenziale dell’intelligenza artificiale e dei dati.

 

  • Nella parte dedicata allo Strategy&Design Lab, i team lavoreranno per creare esperienze personalizzate e servizi per ogni tipologia di industria con una specializzazione in tecniche di co-creazione, capaci di rispondere alle necessità di imprenditori e professionisti. Il concept nasce con il preciso scopo di fornire alle aziende gli stimoli, le competenze e la passione per reinventarsi agevolando il cambiamento culturale e tecnologico. In che modo? Attraverso l’analisi avanzata e una profonda comprensione delle esigenze dei clienti, passando poi ad un approccio orientato alla progettazione. Un processo che mescola tra loro scienza, tecnologia e pensiero creativo.

 

  • L’IBM Client Center è l’espressione locale di un network europeo composto da 16 strutture e rappresenta il luogo di incontro e scambio di esperienze tra business e culture differenti. Questo sarà anche il luogo più popolare e aperto della struttura, quello destinato a dare rilievo non solo alle iniziative di IBM ma anche a quelle di tutto l’ecosistema allargato capace di contribuire all’innovazione del Paese. Il piano terra dello Studios, infatti, si pone per sua natura a cavallo tra la piazza Gae Aulenti e la Biblioteca degli alberi recentemente inaugurata. Un ponte ideale tra tecnologia e ambiente, innovazione e sostenibilità, con l’attitudine di unire queste diverse e imprescindibili anime del nostro tempo. Un luogo, quindi, destinato a fronteggiare una delle sfide più importanti di quest’epoca: l’equilibrio tra intelligenze, biologica ed artificiale.

 

 

Rilanciare l’Italia come centro dell’Innovazione in Europa

Ma IBM Studios, che verrà ufficialmente inaugurato in giugno, ma già da aprile vedrà l’apertura del piano terra, sarà anche il punto di riferimento per eventi nazionali e internazionali. Uno dei primi “colpi” messi a segno dalla creazione di un polo del genere sarà quello di ospitare un evento internazionale che, fino a oggi, veniva realizzato a Londra e che prevede la partecipazione di oltre 60 analisti IT di calibro internazionale per un confronto sui temi della Digital Transformation.

 

 

Un’iniziativa importante per un passo ulteriore verso la creazione di un clima di fiducia verso le nuove tecnologie che tanto può dare all’Italia. Un Paese che deve trasformare il gap in opportunità, puntando a promuovere nuova occupazione e a recuperare produttività: un’innovazione tecnologica che, secondo studi recenti, in Italia vale 3,5 punti del Pil, pari a circa 70 miliardi di euro.