Il Cloud Ibrido sicuro ed open: la nuova visione IBM

I dati sono oggi il cuore pulsante di tutte le realtà aziendali. Le persone e le aziende infatti producono ed archiviano sempre più dati. Sono lo strumento principale per comprendere, anticipare le logiche e modificare il proprio business ed è quindi importante custodirli in modo sicuro. L’archiviazione e la custodia di tali dati però risulta sempre più difficoltosa a causa della loro mole in continua crescita e al limitato spazio dei supporti fisici che le aziende detengono. Il Cloud quindi ha acquisito ed acquisirà in Italia e nel mondo sempre maggiore importanza, tanto da divenire elemento fondamentale per un’azienda che produce datiovvero tutte!

 

Aumenta quindi il numero di aziende pronte a spostare le proprie funzioni e i propri dati verso il Cloud, tuttavia non mancano le perplessità e i dubbi relativi soprattutto ai possibili rischi per la sicurezza informatica. Un’indagine indipendente condotta da Equinix nell’area EMEA, ad esempio, mette in evidenza come le incertezze dei responsabili IT nascano soprattutto dalle grandi violazioni dei dati pubblici. Da qui la nascita del cosiddetto Cloud ibrido ovvero un ambiente di elaborazione che combina Cloud pubblico e Cloud privato consentendo la condivisione di dati e applicazioni tra di essi. Nel Cloud ibrido la gestione delle macchine e delle risorse è dinamica e flessibile. In base alle esigenze, alle priorità e alle gerarchie di attività, infatti, è possibile programmare la combinazione ideale: le organizzazioni possono usufruire della flessibilità e della potenza di elaborazione del Cloud pubblico per le attività di elaborazione di base non sensibili, mantenendo i dati e applicazioni aziendali strategiche e in locale, protetti da un firewall aziendale.

 

I principali attori del settore

 

Fino a poco tempo fa Amazon e Google facevano da padrone nel mondo cloud. La piattaforma cloud di Amazon risale al 2006 e comprende un’ampia gamma di servizi gestiti tramite un’interfaccia comune e accessibile online. Il secondo colosso Google ha deciso di competere nel settore abbassando vertiginosamente i prezzi dei servizi cloud offerti ai clienti, lanciando l’ennesimo guanto di sfida ai principali competitor. Oggi però a conquistare il podio del settore cloud c’è anche IBM!

 

IBM infatti ha deciso di potenziare l’area delle applicazione IBM Cloud con l’acquisizione di Red Hat, il principale fornitore mondiale di software cloud open source per un valore totale di circa 34 miliardi di dollari! L’acquisto è l’ultimo passo competitivo tra le grandi aziende di software aziendali che cercano un vantaggio nel mercato in rapida crescita del cloud computing. “L’acquisizione di Red Hat è un punto di svolta: cambia tutto sul mercato cloud”, ha dichiarato Ginni Rometty, Presidente e CEO di IBM. “IBM diventerà il fornitore di cloud ibrido n. 1 al mondo, offrendo alle aziende l’unica soluzione di cloud aperto in grado di sfruttare appieno il valore del cloud per le loro attività”.

 

Chi è Red Hat

 

Red Hat sostiene le community open source collaborando alla scrittura del codice e creando prodotti dai progetti a monte per identificare e sviluppare le idee migliori, dal sistema operativo allo storage, fino al middleware, ai container, alla gestione e all’automazione.

 

Red Hat affida nelle mani di IBM il più grande portafoglio al mondo di tecnologia open source, la loro innovativa piattaforma cloud ibrida e una vasta comunità di sviluppatori open source.

 

“L’open source è la scelta di default per le moderne soluzioni IT, e sono incredibilmente orgoglioso del ruolo che Red Hat ha avuto nel rendere tale realtà a portata delle aziende”, ha affermato Jim Whitehurst, Presidente e CEO di Red Hat. “Unire le forze con IBM ci fornirà un maggiore livello di scalabilità, risorse e capacità per accelerare l’impatto dell’open source come base per la trasformazione digitale, oltre a portare Red Hat verso un pubblico ancora più ampio. Il tutto preservando la nostra cultura e il nostro impegno costante per l’innovazione open source”.

 

La scalata di IBM

 

Le principali piattaforme cloud di terze parti quali Amazon, Microsoft e Google includono tecnologie proprietarie che rendono difficile l’integrazione e la cooperazione tra le varie “nuvole”. Ma IBM e Red Hat grazie alle loro competenze ad applicazioni sono pronte ad aiutare le aziende a compiere il passaggio al cloud computing senza rimanere bloccati nella tecnologia di un gigante di Internet. Le due società infatti intendono offrire la tecnologia e i servizi idonei per collegare il Cloud interno di un’azienda e più Cloud di terze parti.

 

Il mercato del Cloud ibrido quindi è cambiato e IBM, grazie alle potenzialità e alle tecnologie di Red Hat è pronto per divenire il più grande fornitore di soluzioni Cloud al mondo.

 

 

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