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Aumentare il valore degli asset, assicurarne il ROI e farne un caso di successo

Il mantenimento della massima efficienza e produttività è l’obiettivo aziendale primario, specialmente quando un’impresa dispone di molteplici tipologie di asset: l’impianto, la linea di produzione, l’infrastruttura, il trasporto e le comunicazioni. . . le risorse umane.

Il modo migliore per mettere a sistema le risorse ed aumentare la redditività economica (il valore generato) consiste nell’ottimizzare i processi manutentivi, riducendone i tempi ed i costi, nell’avere una panoramica integrata dello stato di salute degli asset e di conseguenza un  miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi offerti.

Un progetto di Asset Management ha un duplice scopo: sia di estendere il ciclo di vita utile degli asset, aumentandone il ritorno sull’investimento e l’efficacia e l’efficienza , che di raggiungere la compliance normativa mediante l’applicazione di norme sulla sicurezza e riduzione del rischio.

 

IBM Maximo Asset Management (MAM) supporta le decisioni aziendali applicando i processi manutentivi per la gestione di asset fisici, consentendo alle organizzazioni di condividere e applicare best practice, di gestire al meglio l’inventario (sia degli asset che delle parti di ricambio), di ottimizzare l’utilizzo delle  risorse e del personale, con benefici in termini di visibilità, controllo, automazione e ritorno economico.

Un esempio di come attività fra loro diversificate abbiano trovato nella soluzione IBM Maximo un’integrazione funzionale di dati non omogenei ci proviene dal caso di successo di Nonna Isa, il Gruppo leader della distribuzione in Sardegna, composto da 19 società che operano nel settore del Retail & GDO e nella produzione agroalimentare (industriale e servizi).
Lo ha seguito Marco Caciolli, il nostro consulente EAM al quale #passolapenna per esplorare maggiori dettagli di questa progettualità.

 


Come consulente applicativo di progetti legati a IBM Maximo mi sono occupato anzitutto di verificare l’esistenza del censimento degli asset e di tutti i dati relativi: collocazioni, classificazioni, caratteristiche, parti di ricambio, etc,etc (la base dati) e comprendere i processi in uso (i processi manutentivi).

Una analisi e una comprensione di come funzionano gli impianti e quali aspetti erano interessanti da implementare per il cliente, così da comprenderne lo svolgimento attuale ed i margini di miglioramento possibili, si è dimostrata utilissima per aiutare il cliente a definire il perimetro della funzionalità da riportare nel sistema informatico, per automatizzare i processi ed assicurarne il loro controllo.

Con i suoi 400 punti vendita, di cui 35 di proprietà e gli altri in franchising, Nonna Isa aveva la necessità di dotarsi di un unico database condiviso tra le varie aree aziendali, per ottimizzarne le risorse e i processi garantendo la conformità dei dati, delle azioni e in generale di tutte le informazioni.

Il primo aspetto considerato è stato inerente alla gestione delle non conformità dei punti vendita e dei loro aspetti manutentivi, ad esempio la documentazione delle anomalie degli articoli difettosi oppure il tempo di ritiro di ogni prodotto, per poter garantire freschezza e qualità.

L’importanza di monitorare il ciclo di vita di ogni bene aziendale risiede nel valore che acquisisce solo se i dati generati sono resi disponibili in modo da avere una panoramica globale dei costi e delle integrazioni, per poter prendere decisioni consapevoli, basate su dati reali.

 

Il sistema informatico basato su IBM Maximo ha permesso di creare una piattaforma unitaria comprensiva di diverse funzionalità, trasversali a diverse aree: le anagrafiche del personale, con lo scadenzario delle visite mediche, dei corsi di formazione e dei relativi attestati; la gestione dei documenti sulla sicurezza, degli incidenti sul lavoro e dei Near Miss, ovvero gli incidenti sfiorati, così da individuarne le cause e prendere provvedimenti affinché non si verifichino più; la gestione del parco automezzi, con oltre un centinaio di mezzi, e quindi tutto ciò che attiene alla gestione officina ricambi per manutenzione ed al ciclo di acquisti e fatturazione; la gestione delle pratiche dei sinistri, sia riferiti ai mezzi, che all’organizzazione e alla responsabilità verso terzi; la gestione della manutenzione impianti di produzione dei derivati del pomodoro.

Quest’ultimo aspetto si collega al marchio Casar, grande società di trasformazione di pomodori sardi (400.000 quintali di raccolto a stagione) acquisita nel 1999 da Nonna Isa e recentemente aggiunta in IBM Maximo per il controllo degli impianti, durante tutte le fasi di lavorazione, fino alla distribuzione.

Questa visione globale e interconnessa di tutto ciò che accade in azienda a livello di processi manutentivi, scadenze, incidenti accaduti o sfiorati, gestione documenti e azioni correttive intraprese, permette di definire quali informazioni sono utili per le diverse tipologie di utenti.

 

A ciascun utente sono riservati degli alert, che ricordano alle persone incaricate le scadenze delle varie aree, così come grafici e kpi che documentano le performance ottenute o il grado di sinistrosità dei punti vendita definendo gli indici di sinistrosità per tipologia e per sede, in modo da capire preventivamente come intervenire su problematiche analoghe e ridurne i costi.

Ogni anomalia viene gestita con l’apertura di ticket dedicati e verbalizzata con foto e allegati trasmessi all’ufficio qualità.

 

Le procedure relative a salute, sicurezza e ambiente (HS&E) ruotano intorno all’asset umano e riguardano funzionalità come la gestione degli audit, il reporting degli incidenti, la valutazione del rischio, la manutenzione, l’assicurazione della qualità, le ispezioni, la gestione del cambiamento, il condition reporting e la formazione.

L’integrazione automatizzata di queste procedure, unitamente al controllo unitario dei processi correlati a tutti gli asset ed alla gestione integrata dei contratti in vigore con fornitori, distributori e clienti, consente una riduzione dei tempi, dei costi e dei rischi operativi, mediante l’implementazione di una manutenzione correttiva e programmata, basata su esperienze pregresse.

 

Un sistema informatico come IBM Maximo può essere implementato in realtà aziendali appartenenti a diversi settori industriali: i processi manutentivi sono molteplici e associati ad asset e risorse umane.

L’importante è avere ben chiaro quali sono le informazioni costituenti la base dati, dagli iniziali a quelli generati dalle attività e dai processi a supporto.