La Trasformazione Digitale “in & out” un’opera d’arte

In occasione dell’apertura a Roma di HUMAN+, mostra curata dall’artista norvegese Kramer che esplora i potenziali percorsi futuri dell’umanità considerando le tecnologie passate ed emergenti, esploriamo oggi il concetto di Trasformazione digitale nel mondo e nel mercato delle opere d’arte.

Nell’era della trasformazione digitale l’Arte intesa come “creazione artistica dell’uomo” muta e con essa anche la sua modalità di fruizione. Sono sempre di più gli artisti che esprimono la loro creatività grazie all’arte digitale, approccio che sta crescendo molto negli ultimi anni, tentando di trovare una sua collocazione in un mercato ritenuto in crisi.

Il digitale sta reinventando anche il concetto di galleria e di “mercato d’arte”… Si pensi alla celebre mostra Van Gogh – The Immersive Experience in cui lo spettatore, grazie a proiezioni animate riscopre le opere dell’autore Olandese in modo nuovo e coinvolgente…o all’e-commerce che è solo uno dei fronti di innovazione che sta trasformando il mercato dell’arte.

Il dato più positivo di questa evoluzione è la capacità di attirare una clientela giovane verso il mercato dell’arte: il 19% dei collezionisti under 35 ha dichiarato infatti di aver acquistato la prima opera sul web, grazie ai prezzi accessibili. La galleria non è più un luogo-symbol di una classe sociale medio-alta, ma punto di ritrovo e svago per giovani, famiglie ed appassionati di arte. L’arte e i suoi luoghi si riscoprono grazie alle opportunità della digital transformation e alle tecnologie avanzate.

 

Dallo scalpello al software…dalla cornice alla realtà aumentata

 

A dettare le nuove tendenze artistiche non sono più tavole e scalpelli o colori e tele ma l’incessante proliferazione di nuovi hardware e software. “La tecnologia è di per se un fatto affascinante che non esclude la manualità e la presenza dell’uomo – Spiega l’artista italiana Alessandra Angelini – Al contrario cambiare strumenti e passare da uno strumento manuale a uno digitale è solo un’estensione del linguaggio. Sono convinta che in futuro sempre di più l’arte legata alle nuove tecnologie entrerà a far parte dell’estetica quotidiana”.

 

Oltre all’opera anche il luogo di fruizione di essa si fa digital! Un altro esempio di coinvolgimento emotivo del “fruitore d’arte” è la rivoluzionaria mostra L’Ara Com’Era in cui, grazie alla tecnologia della realtà aumentata, lo spettatore rivive la costruzione, le pratiche e i colori dell’Ara Pacis in una Roma Augustea del 9 sec. a.c. … Ed ancora il fenomeno dei QR code per accedere a file, video ed immagini illustrative delle opere.

 

Ecommerce, Big data e Social network… la Trasformazione Digitale passa in galleria

 

Dopo libri e musica, adesso è il turno delle arti visive. Il web e il digitale costituiscono oggi un laboratorio permanente di innovazione in cui si sperimentano nuovi modelli di business connessi al mondo dell’arte, primo fra tutti l’e-commerce. Il nuovo approccio all’acquisto di opere d’arte riflette un nuovo modo di essere collezionisti. Anche se molti ancora preferiscono il contatto diretto con l’oggetto, e l’atmosfera élitaria delle gallerie, stanno aumentando le piattaforme d’arte online. A dettare la crescita e l’incremento di questo tipo di mercato sono i “nuovi consumatori d’arte” in grado di scovare le novità, informarsi e infine acquistare i prodotti che amano, senza dover uscire di casa o recarsi nella galleria più esclusiva.

Anche se i mercanti d’arte mostrano più lentezza nell’adattarsi alla trasformazione digitale di altri settori, collezionisti e addetti ai lavori inizialmente più refrattari, dopo un breve approccio ai social network cominciano ad usare in modo assiduo proprio gli strumenti online per rafforzare il proprio personal brand e instaurare un dialogo continuativo e diretto con la propria community di artisti e collezionisti.

D’altro canto il comportamento dei  consumatori di arte è già cambiato grazie alle app, all’ecommerce, al marketing online. “Se penso a Vin Vin, la galleria che ho fondato, – commenta Vincenzo Della Corte, fondatore della galleria Vin Vin a Vienna – non riesco a immaginare un percorso di crescita dinamico senza social network. Mi hanno consentito di aprire un dialogo globale e bidirezionale, che raggiunge persone ben oltre la città di Vienna, sia professionisti del mondo dell’arte sia potenziali collezionisti”.

Nascono iniziative con una forte carica innovativa come ad esempio Rise Art, che attraverso la mappatura delle preferenze del consumatore propone artisti che ne incontrano i gusti, oppure Art-i-curate che organizza vere e proprie mostre virtuali finalizzate anche al crowdfunding degli artisti.

Il valore del mercato globale dell’arte online è passato da poco meno di 1 miliardo di dollari nel 2013 a una stima prevista di  6,3 miliardi di dollari nel 2019. Per la prima volta nella storia, inoltre, i curatori hanno la libertà di accostare tra loro lavori che sono fisicamente distanti migliaia di chilometri e creare così un nuovo contesto storico-artistico intorno ad essi.

L’opera d’arte nell’epoca della sua digitalizzazione è un’opera accessibile a tutti, che non ha confini espositivi né limiti geografici. Un oggetto che è in grado, se gestito in modo strategico, di generare non solo awareness, ma anche ritorni economici interessanti.